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Verso una valutazione di processo dei servizi sociali. Cosa ci insegnano le migrazioni contemporanee?

Martedi 10 aprile 2018, ore 14.15 - Aula seminari, ala ovest

Autore:  Eleonora Costantini

È possibile delineare una metodologia di ricerca valutativa dei servizi sociali in grado di coglierne la dimensione processuale, come occasione di apprendimento continuo in termini di policy making? Una prestazione di assistenza sociale è l’esito del processo di valutazione effettuato da un professionista, attraverso la relazione che costruisce con il singolo utente portatore di bisogno; si caratterizza dunque per la presenza dell’utente come parte integrante e attiva del processo, che concorre alla costruzione della prestazione stessa, fermo restando il piano di coordinamento ossia i vincoli normativi ed economici di portata nazionale e locale. A questo va aggiunto, che la competenza di chi deve erogare la prestazione rappresenta un fattore di produzione specifico del processo. A seguito delle riforme degli anni Duemila, con la legittimazione del welfare mix, il processo di erogazione dei servizi si è andato caratterizzando per una separazione tra responsabilità sul soddisfacimento del bisogno (in capo alla PA) e responsabilità di gestione del servizio (in capo a gestori terzi), diventando il contratto un dispositivo di messa in opera delle politiche. La proposta di ricerca muove da quesiti di natura teorica e propone un approccio valutativo di processo, utilizzando le politiche rivolte all’immigrazione in Italia. Analizzare, infatti, il modo in cui un sistema di welfare tratta i bisogni sociali derivanti dai flussi migratori aiuta a comprenderne tratti distintivi e i caratteri specifici del suo funzionamento. L’analisi riguarda in modo comparato i nove comuni capoluogo della Regione Emilia-Romagna e formula un indice sintetico di integrazione tra i diversi interventi messi in campo.

[Ultimo aggiornamento: 14/06/2018 09:47:13]